
- Sei sopravvissuto a tre decenni qui dentro, qual è il tuo segreto?
Caspita ti confesso che soprattutto in questi ultimi due mesi mi è capitato di ripensarci più volte e come prima reazione c’è sempre stata l’incredulità nel realizzare che questi tre decenni sono letteralmente “volati” , mi sembrava ieri quando “lottavo” in programmazione della Produzione per non fermare le linee in mancanza di qualche componente, poi in Pianificazione Commerciale dove con la “sfera di cristallo” si dovevano prevedere le vendite di Unità dell’anno seguente e via dicendo, fino all’avvento di Mitsubishi e dell’ultima avventura nel Service Business Development Department.
Beh, tutto questo per dire che non ci sono segreti di “resilienza” bensì un insieme di fattori che hanno contribuito a legarmi a DeLonghi prima e Climaveneta & MEHITS poi: innanzitutto l’ambiente lavorativo, la sicurezza e stabilità Aziendale sono stati fattori chiave, nonché le molteplici opportunità di crescita e stimoli che mi hanno permesso di cambiare più incarichi di sempre maggiore responsabilità e soddisfazione, mantenendo alta la motivazione personale. Ultimo ma non ultimo un sempre buon rapporto con colleghi e Responsabili con i quali riuscire a collaborare sempre in armonia e fiducia, in un Team con gli stessi obiettivi ed in amicizia sia dentro che fuori l’azienda …beh, cosa volere di più!
- Qual è la cosa più sorprendente che hai imparato sui colleghi nel corso degli anni?
Ogni collega porta con sé un insieme unico di competenze, personalità e talenti, indipendentemente dall’età, esperienza, formazione o cultura, che esso sia appena arrivato o aziendalmente più “anziano”, c’è sempre tantissimo da imparare e da condividere. Per questo non ho una ma decine di cose sorprendenti che ho imparato su di Loro durante questi anni. Lavorare con persone con background, valori, principi, metodi, lingue, approcci alle problematiche contingenti, persino culture diverse mi ha offerto nuove ed incredibili prospettive su problemi (anzi, opportunità) e sfide. Volendo condensare in poche parole ho imparato che ognuno di Loro possiede una ricchezza di conoscenze, esperienze e supporto che hanno arricchito (e continueranno a farlo) non solo la mia carriera, ma anche la mia vita personale.
Sono, passatemi il termine, piccoli-grandi mattoncini che contribuiscono alla costruzione della casa della vita di una persona.
- Come sono cambiati i meeting nel corso degli anni?
Ecco, questa è stata forse per me una evoluzione ancor più marcata, vista la “larga finestra” temporale di cui sono stato partecipe. Inizialmente i “meeting” avvenivano spesso in mezzo alle linee di produzione o con “incursioni” in ufficio dei responsabili dei vari reparti con scambi verbali e “contatti ravvicinati”, non esistevano strumenti/software di organizzazione di incontri ma semplici telefonate che avvisavano della “visita” o della richiesta di incontro (nella migliore delle ipotesi). Successivamente, col passare degli anni, ecco che i meeting sono divenuti più organizzati, si pianificavano con invii di email, messaggi o telefonate, con la creazione di super tabelle excel o word di supporto, ma tassativamente in presenza, si macinavano chilometri o Miglia (con Alitalia) pur di vedersi e discutere a quattr’occhi con colleghi, clienti e fornitori.
Poi sono arrivati strumenti di programmazione un po’ più evoluti e condivisi, ma è stato l’avvento della Pandemia a rappresentare lo sparti-acque che ha rivoluzionato il nostro modo di fare “meeting”. Dal 2020 questo mondo è cambiato, gli strumenti tecnologici si sono evoluti con tale velocità ed efficienza che anche ai giorni nostri, quando il COVID ed il “contatto” interpersonale non fanno più paura, hanno sostituito in modo preponderante le opzioni di meeting Face-to-Face: se non è strettamente indispensabile ecco che i meeting vengono organizzati, processati e lanciati tramite software sempre più strutturati ed efficienti. Meeting interattivi, video conference, con possibilità di registrazione e mille altri tools ed opzioni che massimizzano l’efficienza riducendo drasticamente anche costi logistici e tempi “morti”, inevitabili negli eventi in presenza. Questa tendenza, come del resto tutte le relazioni interpersonali, ha quindi soppiantato in buona parte la sana abitudine dell’incontrarsi di persona, interagire direttamente con il/gli interlocutori, potendo confrontarsi/recepire i messaggi fisici che questi offrono, limitando così le interazioni tra le persone che tanto caratterizzavano i “nostri” cari anni ’90-’00-’10.
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