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Sotto le stelle: Nicola l’astronomo

Abbiamo scoperto da un articolo di giornale di avere tra di noi un famoso astronomo. Gli abbiamo quindi chiesto di raccontarci di più di questa sua passione, sotto la sua storia. Se avete anche voi qualche passione che volete condividere scriveteci e segnalatecela, saremo contenti di pubblicarla! 

La mia passione iniziò quando avevo più o meno 14 anni, in un Natale, probabilmente del 1982, quando ricevetti un piccolo manuale di 318 pagine dal titolo “Astronomia”. Le didascalie erano praticamente disegni e le uniche foto con un certo dettaglio erano quelle su Mercurio (foto sonda Mariner 10, 1974-1975) Marte (foto sonda Mariner 9, 1971), Venere (foto delle nubi in ultravioletto della sonda Mariner 10, 1974) e Giove con i suoi 4 satelliti galileiani (o medicei) frutto delle foto delle sonde Paioneer 10 e soprattutto foto dettagliate delle Voyager 1 e Voyager 2 del 1979. Per il resto disegni e qualche foto a colori di qualche nebulosa. Il libro me lo bevetti penso in un paio di giorni, e da questo piccolo regalo nacque quella che ora è la mia più grande passione. 

Un amico di famiglia mi prestò un binocolo e con l’aiuto di una cartina del cielo con tutte le stelle nel giro di un anno imparai a riconoscere tutte le costellazioni. Nella cartina ho unito le stelle delle singole costellazioni per formare delle linee con forme riconoscibili. La cartina ce l’ho tuttora. Arrivò il momento in cui mio padre mi acquistò il primo telescopio, il mitico Konus 114/900. 114 è il diametro dello specchio e 900 è la focale, tutto in mm.  Era uno strumento tutto fare, ma mi dedicai esclusivamente all’osservazione di Pianeti e Luna.  

Poi il salto all’astrofotografia con la macchina fotografica di mio padre, una Pentax K-1000 , per cui dovetti acquistare un motorino da applicare alla montatura per controbilanciare la rotazione della Terra, altrimenti le foto venivano mosse! Inoltre all’epoca c’erano ancora i rullini da 24 o 36 foto, per cui poi c’era l’attesa tanto agognata dello sviluppo dal fotografo…I risultati? Beh… piuttosto modesti e ora anche risibili.  

Arrivarono poi gli anni in cui mi trasferii e non avevo più un sito d’osservazione accettabile e questo segnò una battuta d’arresto per la mia passione per circa una decina d’anni, fino al 2011. Ma già nel 2010 qualcosa si stava risvegliando in me! Era da poco nata l’era digitale in campo astrofotografico: per le riprese dei pianeti venivano adattati ai telescopi i sensori delle webcam. Incuriosito, provai anch’io e smontai la mia webcam Logitech. Funzionava!  Cominciai ad effettuare foto sulla Luna, ottenendole dall’elaborazione dei video della webcam, inizialmente di qualche secondo, con qualche centinaio di fotogrammi… ma il dado è tratto e tutto fu così stimolante che acquistai un telescopio ben più impegnativo, uno Schmidt-Cassegrain, con uno specchio di 203 mm e focale 2000 mm ed una montatura computerizzata con la quale il puntamento degli oggetti del cielo è automatica, e una camera di ripresa digitale astronomica. 

Le foto che ne derivano da questa particolare tecnica di elaborazione, con strumentazione adeguata, sono davvero molto dettagliate, roba da far impallidire le singole foto a pellicola scattate dal telescopio del Monte Palomar di 5 metri di diametro! La differenza la fa il numero di fotogrammi processati, diverse migliaia contro una, e l’elaborazione post- produzione che esalta i dettagli delle riprese.  

Ho prodotto un video accompagnato da colonna sonora e didascalie, con le foto da me effettuate dei 110 oggetti del profondo cielo del famoso catalogo di Messier, solo per appassionati come me perché dura 16 minuti, a me comunque piace molto! Condivido il link, se avete voglia di guardarvelo:

20/11/23

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